| Lezione di acquarello - Dimostrazione | ||
| Il mio modo di interpretare e dipingere una barca - Tre barche in porto | ||
È possibile ricevere lezioni di acquarello on line. Per avere maggiori dettagli scrivi all'autore |
||
|
Il soggetto da dipingere è un "ciu", imbarcazione tipica delle zone lagunari e degli stagni della Sardegna fotografato nella laguna di S. Antioco. Ho eseguito un disegno molto accurato della barca, del cavo e dei suoi riflessi su carta per acquarello Fabriano a grana fine da 300g/mq, in formato 28x38 cm (il quarto del foglio intero 56x76 cm). Ho tracciato la linea dell’orizzonte e disegnato le colline in secondo piano. Su queste colline, nella loro parte bassa ho tracciato il profilo di alcune case. Nel disegno ho eliminato i gabbiani perché li ritengo non necessari alla composizione. Proteggo con il liquido per mascherare il profilo delle case alla base della collina, quello della barca, dei suoi riflessi e i paletti di ormeggio. |
![]() |
|
![]() | ![]() |
|
|
Ho bagnato la parte del cielo tenendo rovesciata e inclinata la tavoletta, quindi ho steso i colori a cominciare dal profilo delle colline. Ho utilizzato giallo indiano (PY108), arancione di cadmio (PY35+PO20) e indaco (PBk6+PV19+PB15) per la parte superiore. Con la carta cucina ho creato le nuvole (occorre disegnarle con la carta e non semplicemente asportare il colore, è necessario dar loro una forma). Lungo il profilo delle colline, nella parte sinistra ho messo della lacca di garanza (PR264+PV19), che ho diluito e sfumato verso le nuvole, tamponando con la carta cucina per attenuarne ancora il tono in prossimità del bianco delle nuvole. Nelle altre nuvole, quelle sulla destra, alla loro base ho steso una leggerissima velatura di indaco (anche qui sfumata asciugando con la carta cucina), per dare volume. |
|
|
|
Dipingo la collina stendendo una velatura con l’arancio benzamida (PO62) e, nella parte bassa, quando l’arancione è ancora umido, stendo alcune pennellate di indaco (PBk6+PV19+PB15). Prima che il colore sia completamente asciutto, con il pennello poco umido creo, con l’arancione permanente, le parti più scure delle colline, mentre, nella parte bassa e in prossimità delle case, abbozzo della vegetazione utilizzando il verde di perylene (PBk31). Con un pennello tondo, piccolo (n. 3, sintetico soft della Leonardo), appena inumidito, bagno le parti della collina che voglio mantenere più chiare, tamponando con la carta cucina. |
|
|
|
Adesso, con un pennello tondo n.12 (Lefranc & Bourgeois Louvre – Martora), stendo delle pennellate orizzontali con l’indaco molto chiaro, lasciando, tra una pennellata e l’altra, qualche tratto non dipinto (soprattutto sotto le nuvole) e facendo attenzione a non passare con il pennello sulla barca e sul riflesso. Il colore deve essere chiaro ma non deve essere molto acquoso (il pennello trattiene tanta acqua, quindi sarà meglio alleggerirlo un po’). Quando il colore sarà asciutto stendo qualche sottile pennellata di arancione e di giallo vicino all’orizzonte e comincio a delineare le onde, utilizzando un pennello tondo n.5 (Leonardo sintetico soft) ed il colore indaco (sempre in tonalità chiara). |
|
|
|
Tolgo il liquido per mascherare dalla barca e proteggo, sempre con il liquido per mascherare, le parti della barca e del riflesso che devono restare chiare ( il cavo e il suo riflesso e la linea di galleggiamento, qualche riflesso dell’acqua sulla barca nel lato sinistro). Quando il liquido per mascherare è ben asciutto, preparo il colore grigio della barca miscelando il blu di Prussia (PB27) con l’arancio benzamida (PO62). Stendo questo miscuglio nella tonalità più chiara su tutta la barca, sui remi e sul riflesso, avendo cura di diluire maggiormente la miscela che applicherò nella parte di sinistra. Quando il colore di fondo della barca è asciutto, con un pennello tondo n.3 creo le parti scrostate della barca, colorandole con terra d’ombra bruciata (PBr7+PR101+PBk6) e definisco i particolari dello scafo aggiungendo la tonalità scura del grigio dato per lo sfondo e riservando le parti in luce. Con terra di Siena bruciata (PBr7) e terra d’ombra bruciata (PBr7+PR101+PBk6) definisco le scrostature e disegno il banco, lo scalmo e la caviglia di prua (in questa barca la prua è quella in secondo piano; in primo piano vediamo la poppa con l’apertura entro la quale passa il piede del motore fuoribordo, che si installa fissandolo ad una paratia trasversale all’interno dello scafo). |
|
|
|
Tolgo il liquido per mascherare dal riflesso e scurisco ulteriormente la parte in ombra e il riflesso della barca, prima di dipingere i remi e la parte bassa dello scafo. Per i remi utilizzo la terra d’ombra bruciata (PBr7+PR101+PBk6), mentre, per la parte inferiore dello scafo, utilizzo rosso inglese (PR101) e la lacca di garanza (PR264+PV19). Per la parte vicina alla linea di galleggiamento utilizzerò il verde hooker (PG7+PO49) ed il verde di perylene (PBk31). La parte interna dell’apertura poppiera la scurisco con una miscela di indaco (PBk6+PV19+PB15) e sepia calda (PBk7 + PBr7). Questi colori li utilizzo anche per scurire il rosso nella parte bassa di destra e nel suo riflesso nell’acqua. Tolgo il liquido per mascherare dai paletti metallici e li dipingo con terra di Siena bruciata e (PBk7) bruno Van Dikc (PBr6 + PR101) per le parti in ombra. |
|
|
|
Con l’indaco (PBk6+PV19+PB15) definisco il mare creando le ombre nelle onde in primo piano e dando una velatura alla parte della barca riflessa. Asporto l’ultima pellicola di liquido per mascherare (presente ancora nella parte bassa delle colline, lungo la linea di galleggiamento, nei cavi e sulla parte sinistra della barca. Creo le ombre sui cavi e nelle case della collina, il riflesso dello scalmo e del remo, metto la firma e, salvo ripensamenti, il quadro è terminato. |
|
|
È possibile ricevere lezioni di acquarello on line. Per avere maggiori dettagli scrivi all'autore Questa lezione è stata realizzata dell'artista. Giovanni Marco Sassu ©2010 Questo lavoro, così come tutte le opere pubblicate nel sito, sono tutelate dalle legge n.633 del 22-4-1962 sui diritti d'autore e dalla legge n.1016 del 20-11-1971 sulle norme penali sulla contraffazione od alterazione di opere d'arte |
||